Se le dichiarazioni del Ministro Gelmini sul congedo per maternità ha suscitato tante polemiche è perchè sicuramente il tema del lavoro per le mamme è un problema ancora tutto da affrontare e gestire nella società e nelle pratiche lavorative italiane.
Spesso le aziende si sono dimostrate poco flessibili nei confronti delle mamme, non capendo che seppure le esigenze di una donna cambiano con la gravidanza questo non compremette in nessun modo le capacità e le qualità delle mamme lavoratrici.
La situazione però potrebbe cambiare visto che molte aziende stanno rivalutando le loro politiche lavorative e, forse complice la crisi, stanno prendendo in considerazione nuove forme di flessibilità.
L’8 marzo è nato inoltre Moms@work, un progetto pilota che per ora è attivo solo sul territorio milanese ma che sicuramente si espanderà velocemente. L’agenzia si pone il duplice obiettivo di aiutare le mamme a trovare la loro giusta qualificazione nel mondo del lavoro e di assistere le aziende nel capire e valutare i vantaggi, anche economici, della flessibilità.
La prima pratica da seguire per le donne incinta è quella di essere da subito chiare con la propria azienda, per non interrompere quel legame di fiducia e scambio costruito magari in anni di lavoro. Bisogna infatti informare subito il datore di lavoro sulla possibilità di un congedo anticipato o se invece si spera di poter lavorare fino all’ottavo mese.
Dopo la gravidanza è bene riflettere su quando e come si è disposte a tornare a lavorare e discuterne chiaramente con i superiori. Infatti in molti casi la soluzione migliore è la conciliazione, arrivando dal proprio capo con già le idee chiare sulle possibilità di continuare proficuamente per entrambi la vostra collaborazione. Si può per esempio optare per il part-time, un orario più flessibile di ingresso e uscita o “la banca delle ore”, cioè un sistema che consente di accontonare le ore in eccesso per poi utilizzarle in caso di necessità. È possibile anche richiedere la riduzione della pausa pranzo per anticiapre l’uscita o concordare giorni di lavoro da casa.
Insomma le possibilità sono varie, ma se invece non ve la sentite di tornare a lavorare subito o non riuscite a trovare una soluzione con l’azienda, non bisogna viverla come una sconfitta: tantissime altre donne hanno affrontato o stanno passando la vostra stessa situazione. Inoltre può essere un’opportunità di trovare occasioni migliori o semplicemente il momento di godersi la maternità senza sensi di colpa e ritornare a lavorare quando ci si sente pronte.
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