La gravidanza costituisce senza dubbio un momento cruciale nella vita di ogni donna e comporta in essa dei cambiamenti (alcuni dei quali irreversibili) che ne mettono a dura prova la stabilità emotiva risultando difficili da accettare e metabolizzare.
Aspettare un bambino, infatti, innesca spesso dei meccanismi di pura contraddizione, difficili da sostenere, anche per la persona più equilibrata. Quello che viene messo particolarmente in discussione, a mio parere, è il senso di femminilità: se, da un lato, la gravidanza viene percepita come un’esaltazione e un’estrema valorizzazione della femminilità, in quanto legata ad una prerogativa che appartiene solo alla donna e ne realizza pienamente l’essere, dall’altro lato, si teme che le modifiche che il corpo subisce nel corso dei nove mesi possano intaccare e addirittura annullare la propria femminilità.
L’aumento di peso è senza dubbio uno dei fattori che spaventa di più le donne, le cui preoccupazioni sono rivolte soprattutto al post partum. Non credo infatti che spaventi il pancione, il più delle volte visto come segno tangibile e “trofeo” della maternità imminente, ma il timore di non recuperare più la propria forma fisica e non essere più in grado di piacere e di piacersi.
Tutte queste considerazioni, in maniera più o meno accentuata, riguardano la maggior parte delle future mamme, ma spesso sono affrontate in maniera fisiologica e non comportano alcun problema, soprattutto se la donna è affiancata da un compagno e da amici e familiari che la rassicurano e la sostengono. Molte volte, inoltre, è il ginecologo stesso a consigliare di tenere sotto controllo il peso, poiché è stato dimostrato che un eccessivo aumento di peso e un’alimentazione scorretta possono comportare rischi di varia natura.
In alcuni casi, però, la preoccupazione per il proprio peso in gravidanza, può degenerare in una forma patologica che viene definita pregorexia. Si tratta di un disturbo alimentare che si presenta nel periodo gestazionale ed è caratterizzato da una serie di tentativi di limitare al minimo l’aumento di peso, non assumendo le calorie giornaliere necessarie e rinunciando a nutrienti fondamentali per lo sviluppo del feto e per salvaguardare la salute della madre. A questo, il più delle volte, si associa un’attività fisica continua ed esagerata, anch’essa estenuante e pericolosa.
Generalmente la pregorexia si manifesta nelle donne che abbiano già avuto, in precedenza, diagnosi di anoressia o bulimia, per le quali la gravidanza costituisce un evento traumatico in grado di riportare alla luce comportamenti alimentari scorretti e deleteri.
La pregorexia, ancora poco conosciuta in Italia, può avere delle conseguenze, anche molto gravi, sia per la mamma (perdita di calcio osseo con inevitabile fragilità ossea e scarsa o del tutto assente montata lattea) che per il bambino (scarso peso alla nascita).
Mi chiamo Gaia,ho quasi 26 anni e quasi due figli,il mioprimo a luglio fa tre anni e il mio secondo nascerà a fine settembre,e mai come nel periodo della gravidanza mi sono sentita bella e affascinante,con le mie forme belle e r0otonde,e nonostante le smagliature rimaste sono fiera e orgogliosa dell'essere mamma!
Quando la gravidanza viene vissuta in questo modo è meraviglioso e dovrebbe essere sempre così. Anche a me è capitata la stessa cosa e questo aiuta senz'altro a vivere , meglio questo momento così incredibile e complicato. Purtroppo a volte il contesto in cui si vive, situazioni difficili, pregresse o attuali, non danno alle donne la possibilità di accettare e valorizzare il proprio corpo da mamma.