Regali di Natale: dolci sorprese, ma dove li metto?

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Care effettive mamme, tali o aspiranti tali, avrei voluto iniziare il mio colloquio con voi con una sorta di percorso nell’avventura della maternità, a partire dal momento in cui quelle due lineette prendono forma su una striscia di plastica e ti comunicano che nel bene e nel male la tua vita non sarà più la stessa; un altro argomento però si impone dato il periodo: il Natale!

Natale, festa che per noi grandi, almeno per me, aveva smesso da un pezzo di essere magica, e adesso  è tornata ad esserlo solo se la vedo con gli occhi di mio figlio.

Natale, sinonimo  di famiglia, di luci, di musiche , di decorazioni, buoni pranzetti e naturalmente valanghe di regali. Doni che  rendono felici i nostri piccini ma che a volte si trasformano in un vero incubo per i genitori!

Credo proprio che bisognerebbe scrivere una sorta di galateo dei regali, in modo da mettere al bando per sempre alcune tipologie di giocattoli. Chi non si è mai trovato a fronteggiare quegli aggeggi rumorosissimi, di quelli che il bimbo mette il ditino su un innocente tasto colorato e via che parte una musica infernale della durata di dieci minuti? Questi simpatici giocattoli – che in realtà non danno alcun vero stimolo ai nostri bambini perché fanno tutto da soli – spesso ti regalano anche un’allegra musichetta di commiato quando li spegni, magari mentre hai appena messo a letto il pupo e stai riordinando praticamente in punta di piedi. E quei peluche giganteschi che fanno tanta tenerezza?albero di natale con regali

Già, quelli che i bambini grandi non calcolano nemmeno, e quelli piccoli tentano subito di assaggiare ritrovandosi istantaneamente con la bocca piena di peli.  E quelle confezioni piene di legacci attorcigliati che ci metti due ore ad aprire mentre tuo figlio smania, facendoti sentire anche un tantino incapace? Per non parlare di macchinine moto o robot telecomandati e che regolarmente smettono di funzionare dopo tre giorni ( a me è sempre capitato così) lasciando il bimbo delusissimo.

Di solito queste categorie di doni trovano rifugio ed esilio in casa dei nonni, ma qualcosa si deve pur portare a  casa no?

Ed ecco che qualche settimana fa aprendo gli armadi in camera di mio figlio di quattro anni e mezzo ho realizzato con sconcerto che qualunque regalo delle dimensioni superiori  a una scatola da scarpe avrebbe  rischiato di soggiornare sul pavimento per sempre. Già, perché lo spazio nelle camerette dei nostri bimbi (parlo di case moderne, di quelle che in 10 mq scarsi devi trovare posto per il letto l’armadio la scrivania e ovviamente anche la pista per le macchinine) è veramente risicato, e Natali e compleanni mettono sempre a dura prova l’organizzazione degli spazi.

Se poi come nel mio caso la distanza tra i due eventi è inferiore ai tre mesi ecco che si rischia il collasso. Che fare? Far sparire qualcosa alla chetichella portandolo  in cantina nottetempo è di solito il modo migliore perché il gioco che il piccino non ha nemmeno voluto vedere per mesi diventi improvvisamente oggetto (urgentissimo!) di desiderio. Allora una domenica mattina abbiamo spiegato al cucciolo grande che Babbo Natale vedendo così poco spazio libero avrebbe portato meno regali, e quindi sarebbe stato meglio eliminare qualcosa per cederlo al fratello.

Così con la sua entusiasta collaborazione abbiamo liberato qualche angolo. Certo il problema è solo spostato nella stanza a fianco…il piccolo di otto mesi infatti comincia già ad avere anche lui problemi di sovraffollamento…ma almeno per questo natale dovremmo essere salvi! E voi quali piani mettete in atto per fronteggiare l’invasione natalizia? O semplicemente lasciate correre… fiduciose che prima o poi qualcosa di vecchio si romperà lasciando spazio al nuovo????

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