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4 Comments

  1. 1

    laura

    In effetti la mole di informazioni a disposizione delle mamme in attesa e delle neo-mamme è davvero notevole e in quanto tale, anziché essere di aiuto, può confondere. Così come le pressioni culturali necessitano di essere ben intercettate e chiarite.
    Un buon corso di preparazione al parto, tuttavia, può essere di aiuto per comprendere meglio e gestire alcune problematiche ad esso connesse, mentre altre, come ad esempio quelle riguardanti il benessere della madre e del bambino dopo il parto e la relazione bambino-genitori meriterebbero maggiore attenzione. Diventare consapevoli, non implica infatti solo avere informazioni a disposizione, ma anche riflettere su esse in rapporto a noi stessi.

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  2. 2

    siria

    Ciao Sesa, ottimo post. I tuoi interrogativi sono provocatori, è vero, alcuni li condivido, farsi domande è sempre necessario.
    Però trovo che le domande retoriche "da un eccesso all'altro" siano un'arma a doppio taglio.
    Ti faccio qualche esempio.
    La salute è importantissima: proibire la nutella o rispettare la libertà di scelta sacrosanta di chi ne mangia tre vasi al giorno?
    Viva l'accoglienza! Ma che vogliamo fare, apriamo le frontiere a chiunque così entrano anche i criminali stupratori? (o la variante: sì, vanno bene i controlli, ma che vogliamo fare, farli affogare tutti in mare?

    è ovvio che nel momento di un cesareo d'urgenza sia d'obbligo affidarsi allo specialista. Non capisco come mai, però, quando il parto sta andando bene mi si dica dove devo stare e che mi devo sdraiare per forza o che si debba per forza farmi stare immobile per monitorare il bimbo quando non è necessario o quando basta uno stetoscopio (o un semplice cornetto).

    è ovvio anche che non allattare per le smagliature è una cavolata e anche che chi non ha latte non sia da colpevolizzare! Un po' meno ovvio è il fatto che l'allattamento va avviato e in questo le donne sono spesso sole in mezzo a una discultura del "tanto è uguale, allattare è una libera scelta" e "quella allatta davanti a tutti come una zingara!"

    è anche ovvio che se si sceglie l'epidurale si ha il diritto di averla, come si ha il diritto di farsi il cesareo programmato. Ma non è altrettanto ovvio che il parto naturale dà il via alla produzione di ormoni condivisi da mamma e bimbo che aiutano l'allattamento, instaurano il bonding, abbassano l'aggressività, aumentano l'adattabilità e il riconoscimento reciproco. Queste cose non vengono dette altrettanto spesso.

    Da parte mia non sto sostenendo il parto naturale a tutti i costi e non dico che chi non allatta, anche per libera scelta, sia una mamma peggiore. Però sostengo fermamente il primato del trattamento fisiologico su quello patologico quando non ci sono patologie. Ovvero, penso che nella maggior parte dei casi seguire il corso naturale delle cose ci porti dei vantaggi oggettivi che nemmeno conosciamo appieno, così come non conosciamo le conseguenze di notri interventi, come ad esempio un allattamento artificiale di massa come quello che sta avvenendo ora, definito il più grande esperimento su una specie (Odent ha fatto delle stime interessanti al riguardo).

    Poi, nel momento in cui insorgono problemi, è sacrosanto che intervengano gli specialisti. In situazioni d'urgenza lo devono fare in fretta e basta, in altre dovrebbero consultare e decidere con la mamma/paziente e non sempre lo fanno.

    Scusami per il commento fiume, ho cercato di rispondere a modo mio alle tue questioni, sperando di non averti annoiata 🙂 leggo spesso i tuoi post che sono molto interessanti e ti ringrazio per aver scritto questo… come hai notato sono tutti argomenti che mi appassionano ^^ un abbraccio!

    Reply
  3. 3

    sesa

    Grande Siria, speravo in un tuo commento perché trovo molto stimolante confrontarmi con te.

    Condivido pienamente tutto quello che hai detto, è vero che tante informazioni non vengono date, che la donna durante la gravidanza e il parto è trattata come una malata e, diciamola tutta, una malata un po' cretina perché sembra che tutti sappiano meglio di lei cosa fare e cosa è meglio.

    Anche durante il parto, se nessuno ti spiega i benefici del parto naturale, l'accanimento a non fare un cesareo quando si hanno dei problemi può sembrare una violenza. Quasi un abuso sul corpo delle donne. Sono d'accordissimo con te sul fatto che di queste cose non si parla abbastanza.

    In verità, questo post è collegato ai miei 2 in cui racconto il mio travaglio e il mio parto che sono stati pubblicati in questi ultimi 2 giorni (sono un po' lunghetti ma se hai voglia di leggerli ne sarei felice!). Racconto che mi hanno fatto stare stesa immobile su un lettino per ore, non si spiegavano perché il bambino non scendesse e poi hanno scoperto che il motivo era che si era girato a faccia in su, quindi mi hanno fatto l'epidurale e la flebo di ossitocina per velocizzare e farlo rigirare in posizione corretta.

    Sai, non posso fare a meno di pensare che tutte quelle ore di attesa e quei movimenti avrebbero potuto provocare una sofferenza fetale, e mi vengono ancora i brividi.
    Quando la mia ginecologa in Italia ha visto la cicatrice dell'episiotomia è rimasta perplessa e io mi sono portata dietro i postumi per mesi, con la stanchezza fisica e psicologica che questo comporta.

    Io davvero non voglio trarre conclusioni, anche perché davvero non so come l'avrei presa se mi avessero fatto un cesareo, mi faccio semplicemente delle domande sulle alternative che ci vengono offerte ma non sempre, come dici giustamente tu, sufficientemente spiegate e motivate.

    Ecco, a fare commenti fiume siamo bravissime tutte e due!
    Grazie ancora tantissimo per aver commentato e un abbraccione a te!!!

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  4. 4

    pampilla

    Ciao mamme, sono contenta che parliamo di queste cose. Abbiamo capito infatti che in fatto di esser mamma, dalla gravidanza, al parto e alla maternità, ci sono tanti esperti, tante soluzioni, più o meno mediche, ma alla fine di tutto ci siamo noi, le mamme, e il nostro bambino.
    E' molto difficile per chi non è un medico sapere dove mettere il confine tra il giusto e lo sbagliato, come dice Sesa. Per chi poi? Per noi, per il bambino? Perché le cose cambiano, cambiando il punto di vista. L'ideale secondo me sarebbe avere il maggior numero di informazioni, così una può anche decidere da sola cosa vuole, in base a quello che crede nella vita in generale. Tuttavia nei casi di emergenza o di complicazioni mi piace pensare che uno specialista sa prendere la soluzione giusta, anche se a me non sembra tale.
    Per esempio, io non vorrei mai fare un cesareo. Ma se quella fosse la soluzione migliore per me e il bambino? E' chiaro che, come sempre in campo medico, mi devo affidare a chi mi cura e farmi una ragione di quello che mi viene fatto. Mi piacerebbe che in futuro ci fosse una maggiore sensibilità da parte dei cosiddetti specialisti verso le donne che devono partorire. E' verissimo che a volte si viene trattate come carne da macello, come posti letto da mandare a casa quanto prima, come delle incompetenti. Come quando gioca la nazionale, sono tutti allenatori migliori di te.
    Ma essere mamma è la cosa più difficile del mondo, quindi si sbaglia, chi non ha sbagliato? Ma è come imparare a camminare, bisogna prima imparare a cadere, altrimenti non si capisce cos'è l'equilibrio. Per questo penso sempre che, tranne rari casi, ogni mamma è perfetta per il suo bambino e sa quel che è giusto fare. Fermo restando che è fondamentale, per me, confrontarsi sempre con le altre, per capire se stiamo facendo bene, se per caso non ci sono altri modi magari più semplici di fare le cose e così via. Ecco perché siamo qui a parlarne. Grazie!

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