La seconda pappa: nuovi sapori nel piatto

La seconda pappa viene proposta dalla mamma quando il bambino si è abituato agli alimenti complementari introdotti con lo svezzamento, di solito al settimo mese di età. Come per tutte le altre tappe è bene che la mamma interpelli prima il pediatra. L’adattamento alla consistenza e al sapore delle pappe è diverso infatti da un bambino ad un altro: c’è chi si abitua in poche settimane alla nuova alimentazione e chi necessita di più tempo.

Pastina e formaggio

Per preparare la seconda pappa si parte di solito da un brodo vegetale, al quale la mamma può aggiungere a poco a poco nuove verdure (spinaci, erbette, sedano, zucca, cipolla), ma dopo il settimo mese è possibile usare anche il brodo di carne. La prima grande novità di questa fase è l’uso di prodotti contenenti glutine, una sostanza contenuta nel frumento che può determinare fino al sesto mese l’insorgere di celiachia (un tipo di intolleranza alimentare). L’apporto di carboidrati, e quindi di energia, della seconda pappa viene quindi assicurato sia dalle farine o semolini (di frumento , riso, mais orzo, avena) sia dalle prime pastine: le mamme possono trovare in commercio quelle specifiche per la prima infanzia, adatte come consistenza ai primi tentativi di masticazione. Un’altra importante novità della seconda pappa è rappresentata dall’aggiunta del formaggio. Di solito si parte, al secondo mese di svezzamento, con formaggi stagionati grattugiati, per poi provare con quelli freschi facili da mescolare alla pappa, come robiola, certosino, caprino, ricotta. Le mamme possono trovare in commercio anche omogeneizzati con formaggini fusi, privi di polifosfati, coloranti e conservanti e formulati con il giusto tenore di grassi e sodio per l’infanzia. Un paio di cucchiaini di olio extra vergine d’oliva completano il sapore del pasto serale del bambino.

Rispettare i ritmi del bambino

L’introduzione della seconda pappa è di solito più facile rispetto ai primi tentativi di svezzamento. Il bambino ha già sostituito una poppata con un pasto sapido, e accetta anche i nuovi sapori che la mamma gli propone nel pasto serale. Questo non vuol dire che si debba cercare di accelerare l’aggiunta di nuovi cibi o forzare il bambino ad assaggiare se si rifiuta. Anche in questa fase la mamma deve procedere con gradualità e pazienza.

Merende più ricche

Anche gli spuntini del bambino si arricchiscono di nuovi sapori: dopo il settimo mese i pediatri consentono l’introduzione di yogurt, biscotti e succhi di frutta. Nella scelta di questi prodotti la mamma dovrà optare per quelli formulati appositamente per i bambini, e quindi di più facile digeribilità e privi di additivi, quali conservanti, coloranti o aromi.

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