Introduzione all'alimentazione nel bambino

Nutrire i propri figli è un atto particolare, un compito primario che la mamma, di solito, svolge con grande attenzione non solo per farli crescere e per soddisfare i loro bisogni fisici, ma anche per comunicare il proprio amore. L’alimentazione del bambino è un processo delicato per il quale bisogna mantenere una certa attenzione e per il quale si parla anche di un codice deontologico.

Quale atteggiamento adottare

Per capire come nutrire nel modo migliore i bambini è fondamentale avere un atteggiamento corretto nei confronti dell’alimentazione in generale. Serenità e consapevolezza di mamma e papà dovrebbero guidare le scelte, e per questo è utile essere informati e confrontarsi affinchè l’alimentazione del bambino sia un momento gioioso e consapevole. Inoltre, è importante valutare la propria dieta: gli sforzi per insegnare le buone abitudini ai figli possono essere vanificati dal cattivo esempio dei genitori. Perciò cercate di essere buoni esempi per i vostri figli, sarà più facile assicurare un’alimentazione corretta.

Un investimento per il futuro

L’alimentazione dei primi anni di vita ha molteplici effetti sull’organismo, alcuni dei quali si osservano solo dopo anni. Dall’allattamento fino all’adolescenza, passando attraverso lo svezzamento, i primi anni di vita e l’età scolare, non solo si possono evitare danni da “malnutrizione” immediati (celiachia, patologie infettive acute, manifestazioni allergiche), ma anche problemi a distanza, come malattie dismetaboliche dell’età adulta, quali obesità, intolleranza al glucosio, ipertensione, colite. Anche le allergie potrebbero essere collegate alle abitudini dietetiche dell’infanzia, se non addirittura a quelle della donna in gravidanza.

A piccoli passi

Ogni tappa della crescita comporta nuove conquiste, anche dal punto di vista nutrizionale. L’allattamento nei primi sei mesi di vita rappresenta, oltre che una necessità, un nuovo tipo di contatto e uno sviluppo della relazione tra madre e bambino.

Con lo svezzamento il bambino inizia a nutrirsi con cibi semi-solidi diversi dal latte. Si tratta di un cambiamento importante che deve avvenire in modo lento e graduale. Negli anni successivi, la dieta diventa sempre più varia e ricca, in base alle caratteristiche del bambino e a eventuali intolleranze. Ulteriori cambiamenti nel comportamento alimentare saranno dovuti a fattori sociali (come la scuola) e a nuove capacità di espressione e autoregolazione.

L’ingrediente fondamentale

L’alimentazione è per il bambino, come per l’adulto, un fatto individuale, dipendente da gusti, appetito, stato di salute. In ogni caso non è mai una funzione puramente nutritiva, ma è vissuta come un’esperienza psicologica e affettiva. Il cibo che un genitore propone può, quindi, essere considerato un’espressione di “amore ragionato” verso i propri figli, inteso come ricerca del loro benessere psico-fisico e come forma di educazione.

© 2015 - Vietata la riproduzione dei contenuti - MammaOggi.it è un marchio Fair Magazine CF/P.iva 05136530960 - Disclaimer - Pubblicità