Bonus di 500,00 euro ad ogni coppia di bianchi che metterà alla luce un figlio: ecco la lodevole iniziativa dell’amministrazione comunale di Tradate ma attenzione, perché l’incentivo è riservato ai soli eredi di pura razza padana!
Niente aiuti ai bimbi di coppie miste “altrimenti può morire la nostra cultura” e “l’integrità della cultura europea”, ecco il primo esplicito testo leghista, che è stato redatto dal Sindaco di Tradate, Stefano Candiani.
L’Ordinanza dichiara infatti che “Il Comune elargirà 500 euro di premio per ogni bambino nato ma solo se entrambi i genitori del bambino sono italiani”, con la seguente motivazione, fornita dalla Lega Nord: “Il fine perseguito non è nel modo più assoluto di garantire sostegno a un bisogno. Il fatto è che la popolazione europea mostra un forte tasso di calo demografico. E’ del tutto ovvio che alla morte dei popoli si accompagna la morte delle rispettive culture. Il bonus attiene al futuro della cultura europea indissolubilmente legata ai popoli dell’Europa medesima”.
Per il Comune di Tradate, il bonus è semplicemente un “segnale di incoraggiamento al futuro della cultura europea”, onde cercare di prevenire “il forte tasso di calo demografico e l’invecchiamento” della popolazione autoctona, allontanando il rischio è che l’homo europeus scompaia. A dispetto di quanto creduto dal Comune di Tradate, o un gruppo di cittadini, si sono sentiti discriminati dall’editto ed hanno fatto ricorso al Tribunale di Milano, che ha nel mese di luglio, ha bocciato il bonus bebè, destinato ai soli “italiani”, ritenendolo “Un evidente intento di discriminazione”.
In risposta, dal canto suo, il Comune ha sospeso immediatamente l’erogazione del bonus e a sorpresa, ha ribadito la delibera, presentando ricorso contro la sentenza, emessa dal Tribunale di Milano, con le seguenti motivazioni: “Lo spartiacque potrebbe addirittura essere superato nel 2015 quando i morti supereranno i neonati. Del tutto ovvio che alla morte dei popoli si accompagna, ineludibilmente, la morte delle rispettive culture”e continua “Il fine perseguito non è nel modo più assoluto di garantire sostegno a un bisogno. Il fatto è che la popolazione europea mostra un forte tasso di calo demografico. E’ del tutto ovvio che alla morte dei popoli si accompagna la morte delle rispettive culture. Il bonus attiene al futuro della cultura europea indissolubilmente legata ai popoli dell’Europa medesima”.
L’udienza del ricorso, per la conclusione di questa diatriba, è fissata per l’8 settembre 2010 ma a dirla tutta, questa storia, ha radici molto lontane, ha infatti inizio nel 2007!
Anche in quell’anno difatti, il Comune offriva un bonus di 500,00 euro ai nuovi nati di ogni anno, con la consegna dell’assegno ai genitori ima attenzione, genitori entrambi italiani!
Anche allora l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione, l’associazione Avvocati per niente e la cooperativa Farsi Prossimo, hanno ritenuto assolutamente discriminatoria tale delibera e si sono infatti rivolti al Tribunale di Milano, che si è espresso favorevolmente, bocciando l’editto.
La risposta del comune, fu che “l’intervento rientrante fra i servizi sociali assistenziali di natura obbligatoria, ma appartiene alla categoria degli ‘incentivi’ collocata in ambito concettuale e giuridico tutt’affatto diverso ed altro rispetto ai servizi sociali obbligatori”. Insomma, un’idea, una convinzione, una posizione quella del Comune di Tradate che ormai si fonda sulla notte dei tempi, che sembra nulla e nessuno possa fermare ma che forse, potrebbe semplicemente scemare guardando negli occhi un bebè, non italiano, che indubbiamente non ha nessuna colpa!