Il Ministero della Salute ha reso note le pagelle sul funzionamento del sitema sanitario nelle varie regioni d’Italia. Tra i parametri presi in considerazione due riguardano strettamente il mondo femminile: il parto e la mammografia. Lo studio è stato condotto dalla Scuola Sant’Anna di Pisa, che prima ha iniziato a fornire questo servizio di valutazione alla regione Toscana e poi l’ha ampliato su richiesta del Ministero all’intero territorio nazionale.
I parametri presi in considerazione sono vari, per esempio la degenza media, il tasso di ospedalizzazione, i costi e molto altro.
Per quanto riguarda il parto, vengono considerate virtuose le regione in cui il numero di parti cesarei è minore. La regione più virtuosa è il Friuli Venezia Giulia dove se ne praticano poco più del 20% con altre quattro regioni sotto il 30%, altre sette regioni sono sotto il 40%, le peggiori sono Campania (61,8%), Molise, Sicilia. La media italiana di parti cesarei praticati è del 36,9%.
Altro parametro considerato che riguarda esclusivamente le donne è lo screening per il tumore alla mammella, uno strumento fondamentale per la prevezione. Ogni Regione dovrebbe invitare le donne in età a rischio, tra i 50 e i 69 anni, a eseguire l’esame. In otto regioni è proposto a più dell’85% delle donne a rischio, come Umbria, Basilicata e Emilia Romagna, nelle peggiori meno del 38%, con il record negativo della Sicilia dove solo il 17,5% delle donne si vede recapitata a casa la cortolina della Asl che la invita a farsi la mammografia. La media nazionale di donne invitate allo screening mammografico è del 66,63%. I risultati in generale presentano un quadro dell’Italia divisa in tre, di cui il fanalino di coda è davvero preoccupante.
Se volete sapere la situazione per la vostra regione sul sito del Ministero è diponibile la valutazione regione per regione del sistema sanitario.