Mamma Pampilla: un figlio geniale? Non saprei…

Will Hunting

Care mamme,

per caso ho appena letto l’ennesima notizia di un bimbo genietto che a 3 anni preferisce leggere quotidiani e riviste come «Panorama» e «Oggi», piuttosto che i giornalini per i piccoli o i libri di favole, sa tutti i nomi di ministri e di tanti capi di stato internazionali, comprese le mogli, e conosce i nomi di molte medicine. E questo amore e questa capacità per la lettura è partita già quando aveva due anni: insomma, una cosa di certo stupefacente, che infatti non è passata inosservata al suo pediatra e alla stampa locale (fiorentina, per la cronaca).

E come non stupirsi! Mio figlio ha solo 21 mesi, ma nonostante posso dire che sia un bambino sveglio (solo i nonni sono convinti che sia un genio insuperabile, ma io preferisco tenere i piedi per terra), non me lo vedo proprio mettersi a leggere fra 3 mesi!

Mi vengono in mente vaghi film sull’argomento “figli geniali” (ma escludo «Rain man», perché riguarda un caso molto specifico – quello di un autistico), anche il più famoso «Will Hunting», con Matt Damon, visti quando un figlio non era nemmeno nell’anticamera del mio cervello, e, non so perché, ora che un figlio ce l’ho, non vorrei che fosse un genio.

Vorrei che fosse una persona speciale, nel senso delle qualità umane, vorrei che fosse molto intelligente e perspicace, in grado di godersi le cose belle che, spero, la vita potrà dargli (io mi impegnerò per quanto mi è possibile). Che avesse molti amici che gli vogliono bene e che sappiano stargli accanto se ne ha bisogno e consigliarlo nel modo giusto, magari anche facendogli scoprire un lato diverso della vita, rispetto all’educazione che io e suo padre gli daremo in base alle nostre esperienze e a quello in cui crediamo.

Però pensare a un figlio genio, quindi in fondo diverso dai suoi coetanei… Non lo so. Negli ultimi anni ho molto rivalutato l’importanza di essere una persona normale, che non significa banale, né scontata o conformista. È che ho conosciuto tante persone “speciali”, erano incasinate, sofferenti, piene di problemi e in parte infelici. Magari geniali, nel loro campo, ma quanto dolore!

Mi scuso se quanto scrivo può irritare qualcuno. Non è mia intenzione, ovviamente. Anzi, se vi siete arrabbiati, perché? Aiutatemi a capire che madre sono. Certe cose non sono facili da analizzare da soli!

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