Cherin, alle 15:28 del 3 novembre, ci scrive:
Sono una ragazza di 25 anni vivo a Milano da moltissimi anni ma sono marocchina di origine; lavoro in regola da quando avevo 16/17 anni, mentre studiavo (quindi non erano le classiche 40 ore settimanali). Dal 2006 lavoro in un azienda a tempo pieno, pago i contributi edal 2007 mi hanno confermato il contratto a tempo indeterminato. Adesso però sono in dolce attesa e proprio nel bel mezzo di un periodo di crisi come questo! Mi trovo in difficoltà in quanto mio marito non lavora non trova lavoro perché è nuovo in Italia e ha problemi con la lingua, la mia paga con gli straordinari e tutto non supera i 1200 euro abbiamo un affitto da pagare e spese di gas luce ecc… io spero di riuscire a lavorare anche l’ottavo mese, così riuscirò a prendere più tempo dopo il parto e stare un mese in più con il bambino.
Questa è la situazione. Adesso arrivo alle mie domande: mi hanno detto che per i primi 5 mesi sarò pagata all’ 80% e per 6 mesi al 30%. Mi chiedevo: facendo i 5mesi+3 mesi, quei 3 mesi rimanenti si possono prendere in un altro momento? L’azienda non apprezzerebbe molto se decidessi di fare 5+6 …io dovrei rientrare al lavoro il 01-01-2012 e a quanto pare l’azienda chiuderà proprio il 01-01-2012. Cosa si fa in questi casi?
Ho sentito parlare anche dei bonus per le famiglie in difficoltà: come si ottengono? Il mio CUD riporta un lordo di circa 18000 euro ma con le tasse si riducono a nemmeno 12 mila netti!
Grazie per il chiarimento e la risposta.
N.B. Dimenticavo ho 27 settimane di gravidanza: non so se può essere utile!
Risponde Maria Cimarelli, presidente di Working Mothers Italy:
- Cara mamma,
Le rispondo brevemente per punti:
1) mi hanno detto che per i primi 5 mesi sarò pagata all’80%
corretto, è l’indennità nel periodo di congedo di maternità nel rapporto a tempo indeterminato.
2) e per 6 mesi al 30%
il 30% dello stipendio si percepisce solo se la mamma decide di usufruire del Congedo Parentale. Il congedo parentale corrisponde a 180 giorni da prendere per periodi frazionati (quindi anche solo 3 mesi ma potrebbe essere anche solo una settimana!) o continuativi (in questo caso si contano anche i sabati e le domeniche) per stare con il bimbo.
3) mi chiedevo facendo i 5mesi+3 mesi quei 3 mesi rimanenti si possono prendere in un altro momento?
Qualora la mamma decida di non usufruire subito del congedo parentale (ovvero al 30% di stipendio) potrebbe optare per diverse soluzioni:
a) verificare il suo stato di salute dopo i primi 5 mesi all’80% con il suo medico di base, se quindi è in grado di riprendere l’attività lavorativa altrimenti farsi prescrivere un periodo di ripresa fisica a casa;
b) usufruire di tutte le ferie non godute fino a oggi, quindi prendendo il 100% dello stipendio;
in seguito:
c) decidere se prendere il Congedo Parentale al 30% per i giorni/periodo che vorrà;
d)tornare in ufficio al 100% dello stipendio sapendo che fino al compimento del primo anno di vita del bambino
- la sua azienda non la potrà licenziare per legge (in caso di chiusura aziendale verificare l’indennità dell’INPS, che ci sia un sostegno);
- il suo orario sarà ridotto e pari a 6 ore giornaliere (si chiama Riposo per Allattamento e si prende anche se non si allatta)
4) L’azienda non va molto bene se decido di fare 5+6 io dovrei rientrare al lavoro al 01-01-2012 e a quanto pare l’azienda chiuderà con il 01-01-2012 cosa si fa in questi casi?
Verifichi che la chiusura sia effettiva e sicura e non solo una voce diffusa.
Nel caso di chiusura lei ha diritto a:
5 mesi maternità+ferie non godute (o malattia se non sarà in grado di rientrare)+rientro oppure congedo parentale al 30%
Attenzione: se l’azienda chiuderà, entrandoa lavorare in un’altra azienda non potrà usufruire dei giorni di congedo parentale che le rimangono.
E’ una sua decisione personale. Dopo i 5 mesi, ferie, ecc ecc se vorrà stare con il suo bimbo al 30% per un periodo che deciderà lei oppure rientrare subito in azienda.
5) Ho sentito parlare anche di dei bonus per le famiglie in difficoltà: come si ottengono?
I bonus a fondo perduto per i nuovi nati sono stati sostituiti dal Bonus Bebè. Di seguito, un elenco delle principali forme di supporto a tutela della maternità:
Assegni di maternità per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni senza affidamento. Per beneficiarne, l’indicatore Isee può avere un valore massimo di 311,27 euro.
Nel caso di nuclei familiari composti da tre persone, il limite di reddito è di 32.448,22 euro (quindi verifichi che il reddito di suo marito aggiunto al suo non superi questo limite).
L’assegno non potrà essere richiesto dalla madre che già percepisce l’indennità dell’Inps o alla retribuzione per il periodo di maternità (quindi se la sua azienda chiudesse durante il periodo di maternità)
Va ricordato che il contributo potrà essere richiesto anche dalle cittadine italiane o comunitarie residenti nel nostro Paese o extracomunitarie con carta di soggiorno.
La domanda deve essere presentata al proprio comune di residenza entro sei mesi dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore adottato/affidato.
Assegni Inps a sostegno delle famiglie
L’Istituto per la previdenza sociale eroga un assegno per il nucleo familiare, cioè una prestazione a sostegno delle famiglie con redditi inferiori a determinati limiti, stabiliti ogni anno dalla legge.
Il reddito del nucleo familiare deve derivare, per almeno il 70%, da lavoro dipendente o da prestazione derivante da lavoro dipendente (pensione, indennità di disoccupazione, indennità di maternità, indennità di malattia ecc).
L’assegno spetta a tutti i lavoratori dipendenti, ai disoccupati, ai lavoratori in mobilità, ai cassintegrati, ai soci di cooperative e ai pensionati.
La domanda di assegno per il nucleo familiare deve essere presentata al proprio datore di lavoro dai lavoratori dipendenti o direttamente agli uffici Inps in tutti gli altri casi (pensionato, disoccupato, lavoratori domestici, ecc.).
Il pagamento dell’assegno può essere anticipato in busta paga dal datore di lavoro (che viene poi rimborsato dall’Inps con il conguaglio dei contributi) oppure direttamente al lavoratore con bonifico bancario o postale.
Un prestito da 5mila euro ai neo genitori
Il governo ha creato il “Fondo Nuovi Nati” rivolto a chi è diventato o diventerà genitore nel triennio 2009-2011, che può richiedere un prestito a tasso agevolato (scontato del 50% rispetto al tasso medio offerto dalle banche) di un massimo di 5.000 euro presso le banche che hanno aderito all’iniziativa. Il prestito è restituibile in cinque anni.
Info: www.fondonuovinati.it oppure numero verde 803.164.
La domanda può essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di nascita o di adozione, compilando il modulo presso le banche.
Per i bambini nati o adottati nel corso del 2010, per esempio, i prestiti vanno richiesti entro il 30 giugno 2011.
CARTA BIBO o FAMILY CARD (Comune di Roma)
Carta Bimbo garantisce una serie di agevolazioni alle famiglie per l’acquisto con sconti al 30% di prodotti per i bimbi. E’ anche distribuita direttamente alle neomamme in alcune strutture ospedaliere presentando il certificato di nascita del bambino, o può essere richiesta tramite il numero verde 800.200105 o attraverso il sito www.cartabimbo.it .
