Ecco alcuni consigli pratici per i capricci e il rifiuto dei vostri bambini.
Chiarezza e rispetto. La mamma e il papà devono essere rispettati sempre dal bambino e il bambino deve essere sempre rispettato dai genitori. Il rispetto è il fondamento di ogni rapporto equilibrato e sano. Le regole date al bambino devono essere poche, chiare e ragionevoli. Il bambino ha diritto ad una spiegazione e ha diritto a dire no. Ciò non toglie che, di fronte al rifiuto del bambino, il genitore fermo e paziente può rispiegare al bambino il motivo della sua scelta e portare a termine quanto deciso, indipendentemente dalla reazione del bambino.
Regole e non domande. Nel momento in cui ponete una domanda al vostro bimbo si apre la possibilità di una risposta anche negativa. È molto importiate che fin da piccolissimi mettiate il bambino di fronte a due tipo di momenti: il momento della scelta, in cui il bambino è libero di decidere se fare o meno qualcosa e il momento della regola, in cui il bambino è tenuto a rispettare quanto viene richiesto dai genitori. Se ponete una domanda al bambino, egli avrà diritto a rispondervi, anche con un no. Nel momento in cui dettate una regola, la regola deve essere sempre rispettata.
No all’autoritarismo inflessibile: ritrattare no, mediare sì. La mediazione rappresenta un aspetto fondamentale della relazione con un bambino che si rifiuta di fare qualcosa. Attenzione mamme: mediare una decisione non significa ritrattarla in toto. Percepito il rifiuto e il disagio del bambino, è possibile scendere a trattative premiando il bambino con qualcosa nel caso in cui rispetti la regola o rifiutandogli qualcosa che desidera se non la rispetta. Questo compromesso non deve essere presentato come punizione ma come reale ed oggettiva conseguenza delle proprie azioni (“se vieni a fare la doccia ora senza fare i capricci potrai uscire più tardi, altrimenti non ci sarà il tempo”). Ricordate che con i bambini dovete essere sempre chiare e concrete. Le promesse fatte al bambino, siano esse positive e negative, devono sempre essere rispettate. Se il bambino propone alternative, non rifiutatele in toto ma cercate di mediarle in funzione della vostra regola.
Non perdere il controllo. La natura primitiva dei sentimenti del bambino che fa i capricci potrebbe smuovere qualcosa di altrettanto primitivo in voi e attivare vissuti di rabbia e ira. Per questo può diventare difficile gestire le proprie emozioni e si può rischiare di spaventare il bambino. Quando il bambino si rifiuta di fare qualcosa inizia a volte a piangere e gridare. Ciò non deve farvi perdere la calma: poiché avrete dato una regola ragionevole volta a tutelare il vostro piccolo dovete essere tranquille, consolare il bambino perché arrabbiato ma essere molto risolute rispetto alla vostra decisione. Di fronte alle lacrime e agli schiamazzi del bambino cercate di non dare peso alla cosa e non entrare in una battaglia con lui (se il bambino inizia ad urlare e gridare, ad esempio, perché deve andare via, prendetelo in braccio e salutate i presenti con serenità, senza chiedere al bambino si mettere; verbalizzate al bambino che capite che lui è molto arrabbiato, che anche voi avreste voluto restare ma è arrivato il momento di andare; una volta calmato, più tardi, parlate al bambino con delicatezza di quanto è successo senza giudicarlo o sgridarlo). Le prime volte vi sembrerà difficile ma pian piano tale accorgimento sarà sempre meno necessario perché il bambino svilupperà una modalità più funzionale di reagire di fronte alla frustrazione. Non permettete al vostro bambino di picchiarvi per ribellarsi nemmeno quando è piccolo (fermategli le mani senza fargli male e consolatelo, verbalizzate che anche se è arrabbiato non deve picchiare e cercate di carlmarlo; più tardi parlate di quanto accaduto e suggerite al bambino un’altra modalità di esprimere la sua rabbia senza sgridarlo e giudicarlo).
Ripetere. A volte il bambino ha bisogno di sentire nuovamente la spiegazione di una regola o del motivo per cui deve fare qualcosa. Per questo, è importante che ripetiate al vostro piccolo il motivo della vostra decisione. Non stancatevi di ripetere le vostre motivazioni al vostro bambino.
Prevenire è meglio che curare. È difficile tenere lontano il bambino dai pericoli e una madre non può passare la sua vita a evitare che il bambino si faccia male, allontanandolo da ogni pericolo presente nella stanza. È anche vero che, in certe situazioni, è possibile intervenire sull’ambiente circostante, evitando di lasciare oggetti pericolosi alla portata del bambino e preparando la vostra casa al vostro piccolo esploratore girovago.
cara mia psicologa mi sa che lei ha studiato un unico bambino,ma le garantisco che con i gemelli non è cosi semplice come lo scrive lei, comunque quanto avra' dei figli suoi ne potremo parlarne meglio in questa occasione le porgo i miei saluti.
Come premetto sempre, il ruolo di madre è un ruolo complesso e non semplice da sostenere. Seguire questi consigli pratici per una madre non è affatto semplice ma possono essere un buon spunto di partenza per aiutare i vostri bimbi a crescere nel migliore dei modi.
a presto, Silvia
Ommamma. Non capisco cosa ci sia in questo post di così improponibile da suscitare certe reazioni piccate. L'ho trovato scritto in modo diretto e semplice con indicazioni chiare, che poi si riesca a seguirle o no è un altro discorso.
Si può benissimo discutere i contenuti, per carità, però cara Lidia non capisco chi ti dà il diritto di giudicare una persona. Poi scusa, la conosci? Come fai a giudicare la sua competenza da tre righe in croce? Come fai a sapere se ha figli o non ne ha?
Praticamente o una ha due gemelli come te oppure non può parlare?
Calmina, eh.
Concordo con Giulia, non è perchè una mamma ha due gemelli allora può dire tutto e chi non ha figli o ne ha solo uno non può cmq cercare di consigliare .
I consigli di Silvia sono giustissimi, e mi sono cmq immedesimata in tante situazioni, pur avendo un bimbo di 17 mesi e quindi ancora non è che fa veri e propri capricci. Ma quando li fa sono contenta di reagire come faccio, e cioè non cercare di arrabbiarmi e urlare ma lasciandolo sfogare, e due minuti dopo tutto gli è passato. L'importante è riuscire a capire, almeno nei bimbi così piccini, quando si tratta di capricci e quando invece c'è un disagio diverso. Brava cmq Silvia!
per me è tutto giusto, per esperienza di mamma ( 3 figli ) e di anni di baby sitter ho capito che pochi ma decisi no valgono più di mille rifiuti e che con le parole si ottiene molto di più che con le urla o le mani . I bambini sono persone come tutti noi hanno solo bisogno di essere guidati e di imparare a crescere . non sempre si riesce a mantenere tutti i nostri buoni propositi , è vero , noi mamme sicuramente commetteremo errori , ma l'importante è cercare di sbagliare il meno possibile .