Nel corso del primo anno di vita del bambino il gioco rappresenta una modalità che il piccolo utilizza per orientarsi e conoscere il mondo che lo circonda. Attraverso l’esplorazione ludica il bambino scopre le competenze del suo corpo e le possibilità legate ad esso. Tramite l’interazione ludica con le persone che si prendono cura di lui, il bambino apprende le basi per la relazione sociale e acquisisce informazioni importanti inerenti alla realtà fisica e sociale circostante.
Il gioco come conoscenza. Il gioco aiuta i bambini a imparare ed acquisire nuove conoscenze e abilità. Il bambino nelle sue attività di gioco ha acquisito alcune informazioni che prima non aveva, sperimentandosi di prima persona. È probabile che il bambino riproporrà tali informazioni anche al di fuori del contesto gioco, ampliando così la sua rete di conoscenze.
Il gioco come piacere. Il gioco comincia quando il comportamento del bambino non è più guidato dalla necessità di apprendere o di ricercare una soluzione, ma soltanto dal piacere funzionale, cioè dal piacere di esercitare abilità acquisite. Il bimbo si sperimenta in un’attività di gioco con l’acqua che già conosce, ripropone sequenze di azioni che ha già sperimentato e ottiene piacere da questo tipo di attività.
Il corpo nel gioco. Il corpo è lo strumento primario del gioco. È importante che il piccolo possa sperimentarsi liberamente, steso ad esempio su una coperta morbida, quando il tempo lo permette solo con il pannolone o con un body leggero. Da subito, il neonato tende ad accogliere e a cercare le stimolazioni, muovendo la testa in diverse posizioni, sollevandosi, guardando le proprie mani e portandole sempre più spesso dentro il campo visivo. Le gambe e i piedi divengono presto un punto di interesse. Fin dalla nascita, se non sono ostacolati da accessori di abbigliamento, gambe e piedi sono oggetto di continue sperimentazioni: i bambini calciano, piegano le gambe e più avanti tentano di afferrare i propri piedi. Ad ultimo la voce: i più piccoli vocalizzano in modo ripetitivo, producendo veri e propri monologhi nel corso dei quali i bimbi sembrano ascoltare la propria voce e si divertono a modificarne volume e intonazione. Più avanti, il bambino si dedica alla ripetizione di parole e infine alla produzione di parole-frasi (“casa” per dire “vado a casa”).
Il gioco come relazione. Nel gioco, come già detto, il bambino apprende le basi per la relazione con l’altro diverso da sé, il rispetto del turno e delle regole, sperimenta la frustrazione e il confronto.
Considerate queste riflessioni, è intuibile quale ruolo possa avere il gioco nello sviluppo e l’importanza per il bambino di sperimentarsi da solo e con gli altri all’interno di giochi più o meno strutturati, scoprendo, compiacendosi e imparando.
il mondo del bambino mi ha sempre affascinato, essendo laureata in scienze dell'educazione e avendoli studiati con grande interesse
ciao mi c hiamo cira vi faccio i complimenti poi vi posso fare una domanda?ma i bambini a 11 mesi con quali giochi possono giocare?ciao mi mandate una ris
Gentile mamma,
a 11 mesi il bambino è in grado di stare in una relazione rispettando i turni e interagendo con l’altro e ha bisogno di esplorare.
Lascia che il tuo bimbo si diverta sperimentandosi e toccando tutto ciò che può e che non è pericoloso. Lascialo giocare con i suoni e con i rumori.
Ottimi per quest’età i primissimi giochi a incastro che forse non saprà risolvere ma che certamente lo stimoleranno interesseranno, i cubotti morbidi, i primi libri semplici e i primi giochi di costruzione. Ottimi i libri e i giochi sonori, gli animaletti di gomma e qualsiasi gioco possano sperimentare in autonomia senza pericolo.
Alcuni giochi all’inizio non verranno usati nel modo corretto ma saranno fonte di scoperta e divertimento.
Il gioco con la mamma è un gioco di contatto, di carezze, solletico e coccole. Al bambino piace essere sollevato e cullato e che l’adulto si prenda cura di lui.
In generale è buona norma lasciare che il bambino scopra cosa contiene la vostra casa, lasciate che utilizzi pentole e cucchiai o contenitori con cui non si può fare male. Fatelo giocare anche con la pasta secca, con il riso e per le più temerarie con le farine. Ricorda che il momento del gioco è un momento di crescita e conoscenza.
a presto, Silvia