La dislessia: riconoscere e intervenire

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La dislessia è un disturbo specifico dell’appredimento che coinvolge circa il 5 % della popolazione scolastica ed è purtroppo un fenomeno apparentemente in lieve crescita, una malattia che proprio poco tempo fa ha visto riconoscersi anche un disegno di legge ad hoc.

La dislessia, spesso siglata con DSA,  è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Leggere e scrivere sono considerati atti così semplici e automatici che risulta difficile comprendere la fatica di un bambino dislessico.

Questa difficoltà  non è causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici, ma è un disturbo che spesso necessita di maggiori attenzioni soprattutto a scuola.

Come è possibile riconoscere la dislessia?

Alla scuola materna spesso  si incontrano bambini con problemi del linguaggio e di articolazione delle parole, ovvero bambini che parlano male, talvolta in modo poco comprensibile e talvolta hanno dei suoni”mancanti” (la r, la s, la z ecc). Non sempre questo tipo di problematiche scaturiscono in un disturbo specifico dell’apprendimento. Talvolta però, queste difficoltà si rivelano essere anticipatorie di difficoltà future più grandi.

Ecco alcuni indizi che, soprattutto se durano oltre i 4 anni di età,  potrebbero suggerirvi la necessità di un ulteriore approfondimento specialistico delle difficoltà del vostro bambino.

1) Utilizzo di frasi incomplete che l’adulto deve completare e utilizzo di forme linguistiche inadeguate dove ad esempio mancano verbi. Il bambino verso i 3 anni dovrebbe essere in grado raccontare una storia in modo comprensibile, usare frasi più complesse che possono contenere quattro-cinque parole e utilizzare un vocabolario di circa 1000 parole.

2) Difficoltà nell’articolare alcuni suoni che quindi sembrano mancanti: il bambino omette alcune parti di parole o alcune lettere. Confusione tra alcuni suoni come s/z- r/l – v/b – p/b, ad esempio “paula” (paura), “cì” (sì).

3) Difficoltà nel riconoscere i suoni iniziali delle parole o i suoni finali (ad esempio: “come dividi la parola pane? Quale è la prima parte di pane? “ ecc). Difficoltà nel riconoscimento di rime e nella creazione di rime.

Se rilevate queste difficoltà entro i 4 anni rivolgetevi da subito ad uno specialista.

In ogni caso, è importante per tutte le mamme verificare se al termine del primo anno della scuola primaria di primo grado (7 anni)  il bambino presenta una delle seguenti caratteristiche:

1) difficoltà nell’associazione grafema-fonema e/o fonema grafema;
2) mancato raggiungimento del controllo sillabico in lettura e scrittura
3) eccessiva lentezza nella lettura e scrittura
4) incapacità a produrre le lettere in stampato maiuscolo in modo riconoscibile

Se tali difficoltà sono presenti nel vostro bambino, è  opportuno consultare le strutture competenti rivolgendosi ad uno specialista (neuropsichiatra, psicologo) per avere una diagnosi; l’Associazione Italiana Dislessia offre al riguardo una consulenza gratuita indicando i Centri competenti a cui riferirsi a seconda della Regione.

Il bambino dislessico è soggetto a leggi e ad una tutela specifica che lo proteggono e lo favoriscono, sostenendolo nel processo scolastico.

Sono disponibile per domande e richieste ulteriori di informazioni.

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Una risposta a “La dislessia: riconoscere e intervenire”
  1. Giovanna 9 novembre 2010 a 08:47 #

    Va sottolineato che la dislessia NON E' UNA MALATTIA, come riferito nell'articolo, ma una carartteristica costituzionale della persona ( come lo sono la statura o il colore dei capelli) che comporta un "disturbo della lettura".
    Il fatto che le conseguenze della dislessia a livello scolastico e secondariamente psicologico siano tali da aver richiesto l'emanazione di una legge specifica non avvallano l'etichettatura del fenomeno nell'ambito delle malattie.
    Il fenomeno di per sè non è in crescita: ciò che è cresciuto è l'informazione, la capacità di diagnosi e la possibilità che il disturbo dia segno di sè essendo aumentata la scolarizzazione della popolazione rispetto ai decenni passati.

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