Care mamme,
vorrei condividere con voi la mia esperienza in fatto di babysitter & tate! A voi non è mai successo di pensare “ho proprio bisogno di rinforzi”? A me sì! Mi è capitato soprattutto quando i miei bambini erano più piccoli, nei momenti in cui per qualche motivo i nonni e il papà non potevano aiutarmi. Ma ho avuto bisogno di una babysitter, o tata, anche per poter finalmente uscire qualche volta da sola con mio marito!
Quando i bambini erano molto piccoli ho trovato una babysitter giovane, studentessa di pedagogia. Mi piaceva il fatto che avesse delle conoscenze specifiche, e devo dire che anche ai bambini piaceva. Il maschietto aveva solo due anni e la bambina era appena nata, nessuno dei due andava all’asilo nido e una babysitter mi era molto utile anche solo per poter stirare o uscire a fare la spesa! Alla fine stavamo quasi sempre tutti e quattro insieme, quindi le decisioni riguardo ai bambini le prendevo io, e così pure se sorgevano problemi vari, dal male al pancino al pianto inspiegabile, ero comunque io a intervenire.
La babysitter era quindi più una compagna di giochi “grande” per il bambino, e non un vero sostituto della mamma. Forse avevo scelto una ragazza giovane proprio perché non volevo che la babysitter avesse più esperienza di me, mamma alle prime armi! E poi c’erano già nonne e zie che dispensavano consigli, preferivo in questo caso dare io tutte le disposizioni!
Le cose sono cambiate dopo qualche anno, quando tutti e due i pargoli frequentavano la scuola per l’infanzia. In quegli anni abbiamo fatto una collezione di batteri e virus degna di un epidemiologo. Ho avuto allora bisogno di un aiutante più “esperta”. E poi io e mio marito iniziavamo qualche volta a uscire da soli alla sera, sempre con mille precauzioni tipo «ma il telefono prende? È carico abbastanza?» e scegliendo locali molto vicini «così se succede qualcosa in dieci minuti siamo a casa!». Per sentirmi più tranquilla ho scelto quindi una signora in pensione, mamma anche lei, molto attenta e dolce con i bambini, capace non solo di farli giocare, ma anche di affrontare un attacco di gastroenterite o di metterli a letto da sola. Questa signora non è mai stata una semplice babysitter: l’abbiamo sempre chiamata “tata”. Il nomignolo un po’ ricorda una specie di parentela (il nonnino, la zia, la tata). In effetti se una persona condivide la tua intimità familiare e si prende cura dei tuoi piccoli si crea un rapporto speciale che merita un nome speciale, come tata appunto. E voi, che ne pensate di babysitter e tate??