Glossario maternità

In questo glossario maternità abbiamo raccolto i termini di uso comune ma anche di difficile comprensione che riguardano il mondo della maternità e della gravidanza. Per una neomamma o aspirante tale, diventa utile avere con sè uno strumento chiaro e di facile consultazione che permetta di comprendere meglio un mondo completamente nuovo, anche dal punto di vista della terminologia. Il glossario maternità serve proprio a questo: ad avere sotto mano, facilmente, la terminologia più diffusa riguardante l’essere incinta e il diventare mamma. Il resto invece, dovrete impararlo sul campo!

Aborto:L’aborto è un’interruzione prematura della gravidanza. Può essere involontario (spontaneo) o volontario: 1)aborto spontaneo se riconducibile a cause naturali (come malformazioni dell’utero o altre patologie sia materne che paterne) o accidentali (ad esempio traumi fisici o psichici); 2)aborto volontario se provocato artificialmente.

Acido Folico: L’acido folico è la vitamina B9. L’acido folico non è prodotto dall’organismo ma assunto attraverso i cibi (es. verdure a foglia verde) e assorbito dalla flora batterica intestinale. In gravidanza si consiglia di raddoppiarne l’assunzione (circa 0,4 mg die), anche ricorrendo ad integratori per evitare l’insorgere di alcune malformazioni (es. la spina bifida).

Allattamento: L’allattamento è la prima forma di nutrimento del neonato attraverso il latte. Può essere naturale (allattamento al seno) artificiale (con il biberon) o misto (alternanza di allattamento naturale e artificiale). Fino allo svezzamento (che di solito avviene intorno al quinto/sesto mese) costituisce la forma esclusiva di alimentazione per il neonato.

Amnioressi: rottura artificiale o strumentale delle membrane ovulari che contengono il liquido amniotico e proteggono il feto da traumi e infezioni. Si esegue utilizzando un piccolo strumento a forma di uncinetto (amniotomo). Pur essendo indolore (sia per la mamma che per il bambino), viene effettuata solo in alcuni casi, e cioè qualora si temano rischi per il feto o per la madre e si riveli necessario velocizzare il travaglio o verificare la limpidezza del liquido amniotico.

Baby Blues: Il Baby Blues è un’ instabilità emotiva nelle neomamme caratterizzata da frequenti sbalzi d’umore, irritabilità, cattivi pensieri e desiderio incontenibile di piangere. È un fenomeno fisiologico riconducibile soprattutto a fattori ormonali e colpisce la maggior parte delle neomamme. Generalmente dura 3-4 giorni o, al massimo, un paio di settimane. E’ differente dalla depressione post partum, perchè si tratta di un fenomeno transitorio che si verifica durante i primi giorni di puerperio, e di norma si risolve da sè.

Billings: Il Metodo Billings è un metodo naturale che consente di tenere sotto controllo l’ovulazione basandosi sull’osservazione del muco vaginale e delle  sue trasformazioni nel corso del ciclo mestruale. Prende il nome da dai coniugi  John e Evelyn Billings, entrambi medici australiani, che lo hanno ideato Il muco vaginale infatti è più fluido e filante nei giorni fertili (in prossimità dell’ovulazione), più denso e pastoso negli altri giorni (in cui costituisce una barriera ostile agli spermatozoi).

Biopsia endometriale: La biopsia endometriale è un esame istologico (un esame che riguarda i tessuti) con cui vengono prelevati frammenti di endometrio (tessuto che riveste la cavità uterina). Si esegue per individuare le cause di perdite vaginali, infezioni o mestruazioni troppo abbondanti. Attualmente è uno dei principali strumenti diagnostici per verificare un sospetto di cancro dell’utero.

Canale del parto: canale che il feto deve attraversare per nascere. Esso è costituito da una parte ossea e da alcune parti molli (utero, vagina, orifizio vaginale).

Cariotipo: Il cariotipo è il corredo cromosomico di un individuo, caratteristico di ogni singola specie. La sua analisi permette di individuare, con precisione, numero, forma e dimensioni dei cromosomi, e si effettua per diagnosticare l’eventuale presenza di anomalie cromosomiche. Può essere effettuata prima del concepimento o durante la gravidanza.

Capezzoli piatti o retratti: Quella dei capezzoli retratti o piatti è una forma anatomica che impedisce la fuoriuscita dei capezzoli, rendendo più difficoltoso (ma non sempre impossibile) l’allattamento. In genere il bambino fa sporgere il capezzolo con la suzione. In caso contrario, esistono esercizi specifici e prodotti creati appositamente per ovviare a questo problema.

Cervice: La cervice (o collo dell’utero) è la parte inferiore dell’utero, connessa alla vagina come un canale di passaggio, dentro il quale il sangue mestruale defluisce verso l’esterno. Essa è chiusa durante la gravidanza e si dilata al momento del parto per favorire il passaggio del feto attraverso la vagina.

Cardiotocografia: La cardiotocografia (o tracciato) è un esame che registra in due tracciati paralleli il battito cardiaco del feto e le contrazioni uterine. Si esegue nella parte finale della gestazione (solitamente a partire dalla 38° settimana) per monitorare la salute del feto e prevedere l’approssimarsi del parto.

Congedo di maternità: Il congedo di maternità è l’astensione obbligatoria dal lavoro. Dura cinque mesi che possono essere così distribuiti: 1) due mesi prima del parto e tre mesi dopo; 2) un mese prima e quattro mesi dopo. In caso di parto pre-termine, il rientro al lavoro deve essere posticipato di un periodo pari al numero dei giorni che separa la data reale del parto da quella prevista nella domanda di congedo.

Cordone Ombelicale: Il cordone ombelicale è la struttura anatomica che consente il passaggio dell’ossigeno e del nutrimento necessario dal sangue materno a quello del feto. Esso contiene delle particolari cellule staminali che, se conservate, possono essere utilizzate per curare il bambino da eventuali malattie del sangue e tumori.

Depressione Post partum: La Depressione Post partum è una particolare forma di depressione che colpisce la donna nel periodo successivo al parto. La depressione post partum è caratterizzata  da sintomi quali stanchezza, insonnia, irritabilità, pianti frequenti e improvvisi, compare generalmente dopo 4 giorni e può durare da poche settimane a un anno. In alcuni casi richiede il ricorso a una terapia psicologica e farmacologica.

Dilatazione:La Dilatazione aumento progressivo del diametro della cervice,  finalizzato a facilitare l’espulsione del feto. È stimolata dalle contrazioni uterine e viene misurata in centimetri (da 0 a 10). Costituisce la prima fase del travaglio a cui subentra (una volta raggiunti gli 8-10 cm) la fase espulsiva.

Ecografia: L’ Ecografia è lo strumento diagnostico che permette di visualizzare gli organi interni senza danneggiarli, grazie all’utilizzo di onde acustiche. Per la sua innocuità viene utilizzata in gravidanza per monitorare la crescita e lo stato di salute del feto.  Nel primo trimestre viene effettuata utilizzando delle specifiche sonde ecografie (ecografia transvaginale).

Episiotomia: L’episiotomia è un’incisione chirurgica del perineo effettuata lateralmente alla vagina per allargarne l’apertura, al fine di facilitare il passaggio del feto e di ridurre al minimo il rischio di lacerazioni. L’incisione viene rimarginata subito dopo il parto da punti di sutura che si riassorbono spontaneamente.

Gestazione: La gestosi (o gestazione) stato della donna che porta dentro di sè il frutto del concepimento. Termina con il parto mentre esistono due criteri per calcolarne l’inizio che viene fatto coincidere: 1) con il momento stesso del concepimento; 2)con il momento in cui l’embrione si impianta nell’endometrio secondo criteri stabiliti dall’OMS.

Lochiazioni: perdite di sangue e di residui della gravidanza che si verificano nel periodo immediatamente successivo al parto (puerperio). Possono durare da tre a cinque settimane nel corso delle quali variano per intensità e colore (rosse all’inizio e poi sempre più chiare e cremose). Le lochiazioni svolgono la funzione di pulire l’utero ed eliminare ogni residuo di placenta e sono favorite dalll’allattamento al seno che, stimolando le contrazioni dell’utero, ne incrementa la produzione.

Mastite: La mastite è linfiammazione delle ghiandole mammarie che si manifesta  localmente (gonfiore, rossore e indolenzimento della mammella) ma presenta anche sintomi generali (stanchezza intensa, malessere, febbre alta. Se legata all’allattamento viene definita m. puerperale, mentre, in caso contrario, viene definita m. non-puerperale.

Mammelle: Le mammelle sono gli organi deputati alla produzione del latte per il nutrimento del neonato. Sono costituite da tessuto ghiandolare, tessuto adiposo, e tessuto fibroso di sostegno. La componente ghiandolare presenta dei lobi collegati al capezzolo tramite i dotti galattofori, canali che trasportano il latte.

Perineo: Il perineo(o pavimento pelvico) regione muscolare tra la vagina e l’ano delimitata dal pube, il coccige e la parte interna delle cosce. La sua funzione è quella di sostenere gli organi addominali motivo per cui, le eventuali lacerazioni legate al parto possono dare luogo a disturbi quali il prolasso genitale e la vescica irritabile.

Ossitocina: l’ossitocina è un ormone di natura proteica prodotto dall’ipotalamo. Stimola le contrazioni della muscolatura liscia dell’utero e agisce sulle cellule della ghiandola mammaria dando luogo all’espulsione del latte. Durante il travaglio, agisce sulla muscolatura liscia dell’utero, provocandone le contrazioni e favorendo l’espulsione del feto. Durante l’allattamento la suzione contribuisce alla produzione di questo ormone che provoca delle contrazioni favorendo così l’involuzione dell’utero. L’ossitocina viene prodotta proprio grazie alla suzione del bambino ed esercita un’azione fondamentale poiché determina la contrazione delle cellule che circondano i dotti galattofori e rende possibile la fuoriuscita del latte.

Parto: Il parto è espulsione del feto maturo e degli annessi fetali dall’organismo materno. Può avvenire in maniera spontanea e fisiologica (p. naturale o eutocico) o può richiedere, in caso di complicazioni, un intervento chirurgico (p. cesareo). Oggi sono possibili vari tipi di parto tra cui il p. in acqua e il p. a casa o in strutture che ricreano l’ambiente domestico.

Placenta: organo temporaneo che si forma nell’utero durante la gravidanza. Il suo compito è quello di ossigenare e nutrire il feto, provvedendo anche all’eliminazione delle sostanze di rifiuto. Essa è composta sia da una parte materna (detta decidua) sia da una parte fetale (corion) e si forma nei primi tre mesi di gravidanza. Viene espulsa dopo il parto durante un processo chiamato secondamento.

Preeclampsia: La preeclampsia è una  sindrome clinica della gravidanza, caratterizzata da ipertensione arteriosa e proteinuria (perdita di proteine con le urine) e gonfiore alle gambe. Può essere riconducibile a varie cause e può comportare gravi rischi sia per la madre che per il feto motivo per cui, generalmente, viene disposto il parto pretermine.

Prematuro: Nel caso del parto prematuro, significa il  parto che avviene tra la 20 e la 37° settimana completa di gestazione. Può essere dovuto a molteplici cause (tra cui malattie della madre, processi infiammatori, malformazioni dell’utero), alcune delle quali ancora sconosciute. Il termine prematuro indica anche il bambino nato prima del termine della gravidanza.

Ragadi:Le ragadi sono delle  piccole ulcerazioni della pelle. Possono interessare il capezzolo nei primi giorni di allattamento a causa di un errato modo di attaccare il bambino al seno. Spesso provocano dolore intenso e fuoriuscita di sangue. Si possono curare con creme o altri supporti, il più delle volte a base di argento, noto per il suo potere cicatrizzante.

Secondamento: Il secondamento è la fase finale del parto. Si tratta dell’espulsione della placenta e degli annessi fetali. Costituisce la parte finale del parto e avviene circa dieci minuti dopo l’espulsione del feto, in seguito alla ricomparsa delle contrazioni uterine che favoriscono il distacco della placenta dalla parete uterina. Se fisiologico avviene generalmente in 10-15 minuti.

Spotting: lo spotting sono perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra. Può essere causato dall’uso di contraccettivi orali o di dispositivi intrauterini (come la spirale) ma può essere anche riconducibile a fenomeni infiammatori o patologici per cui occorre consultare il medico con cui concordare, se necessario, una terapia adeguata.

Utero: l’utero è un organo femminile situato nel bacino tra la vescica e il retto. È costituito da tre parti: 1) il fondo (parte superiore); 2) il collo ( o cervice); 3) il corpo (parte più cospicua). La sua funzione è quella di accogliere l’ovulo fecondato e di ospitare e nutrire il feto per tutta la durata della gestazione.

Taglio cesareo: il taglio cesareo è l’incisione chirurgica effettuata per estrarre il feto nel qualora il parto naturale si rivelasse impossibile o rischioso.  Può essere programmato (per la storia pregressa della madre o problematiche emerse nel corso della gravidanza) o urgente (in seguito a complicazioni rischiose per la madre o il feto).

Ventosa ostetrica: La ventosa ostetrica strumento utilizzato per esercitare una leggera trazione sul feto al fine di facilitarne l’espulsione. Viene utilizzata in caso di inerzia uterina, di sofferenza fetale o nel caso in cui le  condizioni di salute della madre siano tali da doverne ridurre al minimo gli sforzi.

 

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