Care mamme,
vi propongo oggi un componimento breve del poeta simbolista Rilke.
Come per le canzoni, non sono molti i componimenti poetici che amo sulla maternità, campo dove fioriscono i luoghi comuni ed è difficile scansare la melassa.
Questo vale ancora di più per i poeti maschi, che tendono sempre a ricondurre la maternità a qualcosa di lagnoso, il paradiso perduto che li riporta alla loro mamma bella e buona, invariabilmente martire per il suo cocco (su, ammettiamolo, in questo campo le poetesse sono molto più intense e profonde!).
In questa poesia trovo un clima un po’ diverso, e come tipico di Rilke c’è un’”aura”, una luminosità onirica ma abbacinante.
Le mani della madre
Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare in te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.