Un mondo di pappe

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“Un mondo di pappe” racchiude qualcosa di preziosissimo, come recita il sottotitolo: “I saperi delle mamme nell’alimentazione del bambino da 0 a 6 anni”.

Quando si parla di svezzamento, è normale che scatti un po’ di apprensione: dopo tanti mesi passati a stretto contatto con il bebè, magari dopo un’allattamento felice, arriva il momento in cui bisogna aiutare i nostri bimbi nell’avventura dell’alimentazione. Lo svezzamento è il primo passo verso la separazione dalla mamma. E partono le ansie e le domande automatiche:  mangerà quello che gli darò? Mangerà tutto o abbastanza? Omogeneizzati? Pappe? Che mi invento?

In “Un mondo di pappe” Sara Honegger riporta le testimonianze di tanti modi di “svezzare”,  o piuttosto di tanti modi di far scoprire ai bimbi i piaceri del cibo. In un secondo momento, sarà bello anche cucinare insieme e pasticciare allegramente. Lo svezzamento non è la “fine di un vizio” (come se il seno fosse un vizio, ma per favore!) ma l’inizio di tante storie felici! Leggiamo le testimonianze delle mamme riportate nel libro e ci accorgiamo che il cibo da ansiogeno può diventare occasione di festa, scoperta di nuovi sapori.

In questo ci aiutano tante culture diverse, molte strade differenti… e tante, tante ricette. E non solo per bimbi! Nella maggioranza dei casi e delle culture, infatti, il bimbo non mangia pappe preparate ad hoc (come fossero medicine, poi), ma inizia subito con il cibo che consumano gli adulti, magari condito meno o stracotto. E mangia insieme alla famiglia, partecipe anche lui della vita comune. Il cibo è anche un modo di stare insieme al bimbo e intorno a lui.

Ma il cibo fa anche parte di un vissuto femminile quotidiano e comunitario. Cosa cucinano le donne ucraine ai loro neonati? Cosa portano alla puerpera le amiche albanesi? E i bimbi indiani? Qual è il cibo dei momenti tristi e dei momenti allegri delle mamme egiziane?

“Un mondo di pappe” è una lettura allegra che riempie di voglia di fare. Può anche aiutare noi mamme a rilassarci e a vedere lo svezzamento come una nuova occasione di vicinanza ai nostri bimbi… dopotutto, siamo sempre noi a nutrirli!

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