Mamme al cinema: We need to talk about Kevin

Mamme al cinema: We need to talk about Kevin

Care mamme,

oggi vi voglio parlare di un film appena presentato a Cannes, dove ha riscosso molti consensi dalla critica, nonostante la crudezza del tema trattato.

Di solito, nella nostra rubrica dedicata ai film per le mamme preferiamo parlare di commedie leggere e divertenti da vedere durante i nove mesi di attesa, ma stavolta ci occuperemo di qualcosa di ben diverso, di un film drammatico molto intenso incentrato su un controverso rapporto madre-figlio, che sfocerà in tragedia. Si tratta di “We need to talk about Kevin” (Dobbiamo parlare di Kevin) della regista scozzese Lynne Ramsay e interpretato da un’eccezionale Tilda Swinton.

Il film, tratto dall’omonimo bestseller di Lionel Shriver, racconta la storia di Eva, una donna e una madre, che si trova a dover fare i conti con la follia del figlio 16enne (un inquietante Ezra Miller) e con il terribile gesto appena compiuto: una strage nella sua scuola.

Ma come si genera un “mostro”? Questa è la domanda centrale di tutto il film, alla quale anche la protagonista cerca di dare una risposta, ripercorrendo a ritroso le tappe di crescita di suo figlio.

Forse la pazzia del figlio è stata causata dal suo iniziale rifiuto verso di lui, appena nato non riesce neanche ad abbracciarlo, visto che a causa della gravidanza aveva dovuto abbandonare i suoi progetti di carriera? Oppure perché da neonato non faceva altro che piangere? Per questo è diventato un bambino ostile, un adolescente impenetrabile che cerca di attirare la sua attenzione in modi distruttivi e poi un omicida? Quale è stato l’episodio che ha segnato il suo fallimento come madre? Qual è la sua parte di responsabilità nel crimine commesso dal figlio?

Gli interrogativi sono molti ma il film non fornisce soluzioni al dramma, e non etichetta la madre di Kevin come una cattiva madre, a cui sarebbe naturale attribuire un cattivo figlio: Eva si scopre una madre né buona né cattiva, semplicemente una donna piena di sfumature. Questo perché la violenza di Kevin in realtà è “quella del mondo, che ci rifiutiamo di guardare” per dirla con le parole pronunciate dalla stessa regista durante la conferenza stampa di presentazione del film.

Nonostante questo, però, “We need to talk about Kevin” non è un film disperato ma, anzi, un’opera che cerca di comprendere come nasce e si sviluppa una personalità malata, attraverso il processo che Eva fa a se stessa e ai suoi sensi di colpa e, inoltre, propone un finale aperto alla speranza e al perdono. Dopotutto, l’amore di una madre può essere più forte del male.

We need to talk about Kevin” è dunque un dramma famigliare estremamente forte che esplora il tema della maternità devastata e del disagio esistenziale di due persone legate da un rapporto di amore-odio che ha comunque diritto di essere raccontato.

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