Care mamme,
sapevate che nel mondo, ogni anno, 7,6 milioni di bambini muoiono prima del quinto anno di vita, per cause facilmente prevenibili e curabili, come la malaria, il morbillo, la polmonite, complicazioni neonatali o una semplice diarrea? Malattie banali per il mondo occidentale, che invece sono le principali cause di mortalità infantile nei paesi più poveri.
Per questo, nel 2009, Save the Children ha lanciato “Every One”, una campagna globale per dire basta alla mortalità infantile per mancata assistenza e garantire salute e assistenza a mamme e bambini in 38 paesi nel mondo. Anche quest’anno, dunque, l’associazione ripropone l’iniziativa (che, pensate, nel 2010 è riuscita a raggiungere 40 milioni di mamme e bambini in diversi paesi e fornire loro cure, assistenza, acqua e cibo) promuovendo una raccolta fondi che permette di donare 2 euro semplicemente inviando un SMS al numero 45509 da operatori Tim, Vodafone, Wind, 3, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali oppure dai 2 ai 5 euro chiamando da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali.
Il simbolo della campagna è un palloncino rosso con la scritta “Save me” che, quest’anno per la prima volta, sarà in viaggio per l’Italia e toccherà le principali città italiane come Firenze, Trieste, Pisa, Pescara, Venezia, Milano, Torino, Genova, Cagliari, Palermo, Bari, Napoli coinvolgendo istituzioni locali, testimonial, partner e centinaia di bambini. L’obiettivo di questi eventi di piazza è quello di gonfiare quanti più palloncini possibile, un gesto simbolico per donare un po’ del proprio respiro ai bambini in difficoltà, contribuendo così a dar loro una maggiore speranza di vita. Il viaggio del palloncino rosso è iniziato il 4 ottobre a Roma, dalla Piazza del Campidoglio, con una grande scritta “Save me” composta da oltre 1000 palloncini.
Come spiega Claudio Tesauro, Presidente di Save the Children Italia, “l’obiettivo della nostra azione è la riduzione di due terzi della mortalità infantile e dei tre quarti di quella materna entro il 2015. Obiettivo che non potrà essere raggiunto finché bambini e mamme non potranno contare sull’assistenza e la cura di operatori sanitari quando ne hanno bisogno. La nostra associazione stima che se solo ci fossero 350.000 ostetriche in più e ad ogni parto assistesse un operatore sanitario qualificato, 1,3 milioni di neonati potrebbero essere salvati”.
Secondo i dati diffusi da Save the Children, la situazione è davvero allarmante: un bambino che nasce in Somalia, Guinea, Ciad o Niger rischia di morire da piccolo cinque volte di più di un bimbo nato in Svizzera o in Norvegia. E ogni anno muore un bambino ogni quattro secondi. Il 70% di loro nel primo anno di vita, il 40% nel primo mese. A provocarne la morte sono le complicazioni post-parto (21%), la polmonite (18%), la malaria (16%) e la diarrea (15%). Un terzo dei decessi infantili è dovuto alla malnutrizione. Il 65% avvengono in paesi come l’India, la Cina, la Nigeria, il Pakistan (dove la situazione è drammaticamente peggiorata dopo le alluvioni), l’Indonesia, il Bangladesh, l’Etiopia, la Repubblica Democratica del Congo, le Filippine e la Tanzania. Quasi la metà della mortalità infantile si concentra nell’Africa sub sahariana (49%), e nell’Asia meridionale (33%), dove rispettivamente 1 bambino su 8 e 1 bambino su 15 muoiono prima di compiere i 5 anni. In termini assoluti, metà di queste morti avviene in 5 Paesi: India (che da sola conta il 30% del numero dei decessi infantili), Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Pakistan e Cina.
Secondo Save the Children, dunque, le principali azioni da intraprendere subito sono:
- reclutare più operatori sanitari con un ampio spettro di qualifiche
- impiegare meglio gli operatori sanitari esistenti per raggiungere i bambini più vulnerabili
- assicurarsi che tutti gli operatori sanitari ricevano uno stipendio adeguato, per evitarne la migrazione dai paesi di origine
- dedicare più fondi all’assistenza sanitaria e impiegarli in modo più efficace
Affinché questi progetti possano realizzarsi, serve il contributo di tutti quindi non tiriamoci indietro e, come recita il claim della campagna, “non lasciamoli andare: basta un respiro per salvare un bambino”. Avete tempo fino al 6 novembre.
Per maggiori informazioni, www.everyone.it e www.savethechildren.it.