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One Comment

  1. 1

    jerome

    Immagino che quando la donna ha espresso al marito le proprie volontà di non essere oggetto di accanimento terapeutico non stesse pensando al caso specifico in cui lei fosse incinta. Purtroppo il destino è stato crudele.
    Credo che qualunque genitore, pur non volendo esser tenuto in vita dalle macchine (come il sottoscritto), accetti questo destino se ciò può essere di aiuto ad un figlio o ad una persona amata.
    In questo caso il rifiuto della famiglia mi pare stupefacente e, francamente, pone un altro problema a mio avviso: che razza di accolgienza riserveranno ad un bambino che hanno fatto di tutto per annientare? Sarebbe bene che alla nascita non lo riconoscessero perchè venga affidato a qualcuno un po’ più motivato.

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