Care mamme,
nei giorni scorsi si è svolto a Palermo il XXIII Congresso SIPPS, durante il quale si è discusso in particolar modo di tre temi molto importanti per genitori e figli (ma che coinvolgono anche gli operatori sanitari e le scuole): il pediatra ideale, il disagio adolescenziale e l’igiene delle mani.
Il pediatra che vorrei
Dal Congresso è emerso che le principali aspettative che le famiglie italiane hanno nei confronti dei pediatri di famiglia sono accoglienza, competenza professionale, organizzazione dell’attività e relazione di cura.
L’accoglienza è chiaramente il primo passo verso l’instaurazione di un rapporto di fiducia tra medico e famiglie, durante il quale il pediatra deve fornire le informazioni essenziali sull’organizzazione del proprio studio: la disponibilità per eventuali consulti telefonici, orari di visita, compiti dei propri collaboratori ecc.
Inoltre, al pediatra si richiede un costante aggiornamento, per poter sempre garantire un servizio di qualità e una buona preparazione generale, per essere in grado di offrire un approccio a 360°. Infine, dal pediatra i genitori si aspettano una certa capacità comunicativa, la cosiddetta relazione di cura: il medico deve dunque essere affabile e rassicurante, porsi in modo corretto nei confronti del bambino e della famiglia, oltre che in grado di fare diagnosi, ovviamente. Importantissima per i genitori è anche la capacità del professionista di saperli ascoltare con disponibilità, pazienza e, perché no, anche simpatia.
Un altro tema trattato durante il Congresso è stato quello dell’adolescenza a rischio, in particolar modo in termini di uso e abuso di alcol.
Come spiega il dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente della SIPPS, “l’adolescenza è una fase evolutiva complessa, durante la quale si verificano trasformazioni a livello fisiologico, psicologico e sociale. Nella società attuale, caratterizzata da ritmi frenetici, gli adolescenti sono spesso vittime di un disagio sociale provocato da continui mutamenti, che mettono in pericolo l’equilibrio del singolo individuo e molte volte questo disagio diventa manifesto attraverso comportamenti etichettati come a rischio e /o devianti”.
Il problema dell’eccessivo consumo di alcol tra i giovani, purtroppo, sta diventando un fenomeno sempre più diffuso. Per i ragazzi, bere è considerato una valvola di sfogo, un rifugio per tamponare situazioni di malessere individuale: si beve per non pensare, per lenire i dispiaceri, per combattere la noia, per disinibirsi o assumere ruoli più brillanti. In Italia, secondo i dati Istat del 2008, il problema della dipendenza da alcol coinvolge circa 1,5 milioni di persone. Come sempre avviene, si diventa dipendenti poco per volta, quasi non ce se ne accorge e, quando si riconosce di avere un problema, spesso è troppo tardi. Nel lungo periodo, questo comporta conseguenze di diverso genere: danni fisici, psichici e sociali.
L’importanza di lavarsi le mani
I pediatri SIPPS tornano a ribadire che l’igiene delle mani è il primo strumento di difesa per combattere la diffusione di molti virus e batteri, sempre più tenaci e resistenti. Lavarsi le mani è dunque fondamentale per prevenire le malattie infettive trasmissibili, soprattutto a scuola, per evitare ai nostri figli troppe assenze dovute alla malattia e la trasmissione ai compagni di classe, agli insegnanti e ai familiari.
Per diffondere questo messaggio, la SIPPS, in collaborazione con la Casa Editrice Editeam e l’A.Ge (Associazione Italiana genitori) ha dato vita al progetto “La Salute di mano in mano”, di cui abbiamo parlato anche qui su MammaOggi, che ha interessato finora 800 classi, 15.000 studenti e 1.000 docenti delle Scuole Primarie della Campania e della Lombardia.
