Piedi piatti e ginocchia "a x": per i bambini è normale!

Piedi piatti 1

Il piede piatto è normale nei bambini

Avrete forse osservato che i bambini sembrano avere sempre il piede piatto: non allarmatevi, si tratta di un fenomeno del tutto normale in tenera età.

Tutti i bambini nascono infatti con il piede piatto, dal momento che l’arco plantare (quell’incavo che si trova nella parte interna del piede) si sviluppa e si assesta definitivamente solo dopo i 5-6 anni. Questo accade perché il piedino è colmo di grasso sottocutaneo, è dunque più cicciottello di un piede adulto, e perché muscoli e legamenti che lo sostengono non sono ancora allenati a sufficienza.

Il valgismo del piede, come si definisce in modo tecnico la tendenza a poggiare per terra dell’arco plantare, è molto accentuato nei bambini alle prese con i primi passi, e si riduce drasticamente solo dopo i 5-6 anni; e anche quando il piede piatto persiste in età adolescenziale non è detto che ci si debba allarmare, perché è possibile che un piede piatto da fermo, in realtà lavori benissimo sotto sforzo.

Certo mamma e papà si preoccupano, se confrontano i piedi dei loro figli con i propri, e vanno dall’ortopedico, ma nella maggior parte dei casi, per fortuna, il medico non riscontra alcuna patologia. E molto ridotto, rispetto al passato, è così divenuto anche l’uso di calzature ortopediche, da comprare in casi molto specifici e sotto stretto consiglio medico.

Ricordate sempre che le vere scarpe ortopediche sono fatte su misura, non vanno quindi comprate di propria iniziativa.

Scarpe, usare con moderazione

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lasciare camminare i bambini a piedi scalzi o con i calzini antiscivolo, anche su superfici disconnesse o sabbiose, è meglio che far indossare loro delle scarpe, soprattutto se queste sono rigide, troppo alte e dotate di plantari interni.

A conferma di ciò vengono alcuni studi che, analizzando i piedi di bambini occidentali, abituati a indossare scarpe fin dai primi passi, con quello di bambini africani o asiatici di zone rurali, molto meno avvezzi a questo uso, hanno rilevato come i secondi sviluppano una minore tendenza al piede piatto. Il piede, infatti, è di fatto un organo sensoriale, che capta sensazioni dal terreno su cui appoggia: la suola della scarpa limita fortemente questa possibilità, rendendolo quasi insensibile. Per questo è meglio, soprattutto d’estate, lasciare liberi i piedini dei bambini, permettendo loro di fare esperienza “sul campo”.

E le ginocchia?

Anche per per queste articolazioni vale più o meno lo stesso discorso. I lattanti, probabilmente per la posizione che tengono nella pancia della mamma, hanno in genere le gambe curve verso l’esterno. Questo atteggiamento cambia quando iniziano a camminare, tendendo sempre più all’opposto, ovvero a diventare “a x”, con le ginocchia che si avvicinano e i piedini (piatti) che buttano in fuori, tipica postura di un bambino di 3 anni.

Quindi, fermo restando che ogni caso verrà monitorato dal pediatra curante, non c’è bisogno di allarmarsi: solo dopo i 5-6 anni, nella maggior parte dei casi, la postura diverrà stabile, ferma e definitiva e le ginocchia si assesteranno nella posizione giusta. Ad ogni modo, per aiutarli a “farsi le ossa”, si può sempre provare con un po’ di ginnastica: una sana attività fisica, dalla piscina, che si può sperimentare fin dai 3 mesi di vita, a una vera e propria attività sportiva quando sono un po’ più grandicelli, è di certo un grande stimolo alla crescita in salute.

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