BiciBus: l’autobus a pedali

BiciBus: l’autobus a pedali

Care mamme,

conoscete già il servizio BiciBus? Io l’ho scoperto solo qualche giorno fa e mi è sembrata un’iniziativa davvero interessante. BiciBus è attivo dal 2003 nella città di Reggio Emilia e consiste in un vero e proprio servizio di autobus “a pedali”.

Sì, perché i bambini delle scuole cittadine non usano lo scuolabus, come la maggior parte dei loro coetanei nel resto d’Italia, ma si spostano in bici, ogni giorno, per effettuare il tragitto casa-scuola, scuola-casa. Si muovono in folti gruppi di circa 40-50 alunni, assistiti e aiutati a muoversi nel traffico cittadino (soprattutto fermando le auto ai semafori e agli incroci) da ben 300 volontari – genitori, nonni e insegnanti – che li accompagnano nel percorso che si snoda lungo 178 km di piste ciclabili.

L’iniziativa è molto apprezzata da genitori e ragazzi ed è in crescita continua. Poco dopo l’inizio del nuovo anno scolastico, per promuovere ulteriormente il progetto, il Comune di Reggio Emilia ha organizzato il “Cammina e pedala”: in 2 giorni ben 4.565 bambini di 22 scuole, su un totale di popolazione scolastica di 8.000 bambini e 40 scuole, sono andati a scuola in bici. Il funzionamento del BiciBus è del tutto simile a quello di un qualsiasi trasporto pubblico, con un capolinea ed alcune fermate segnalate con cartelli e orari dei passaggi dei gruppi dei piccoli ciclisti in erba.

I genitori accompagnano i figli – muniti di caschetti, pettorine o mantelline in caso di pioggia, forniti dal Comune – alle fermate stabilite e da lì i piccoli proseguono da soli, pedalando con il resto del gruppo. Prima di poter aderire al BiciBus, però, gli alunni, specialmente quelli delle prima classi, devono sostenere una prova su strada per dimostrare la propria padronanza del mezzo. L’“esame” è effettuato dai volontari della Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) e coordinati da Gianfranco Fantini. “Una media del 25% in prima, e del 20% in seconda, non è ancora sufficientemente sicuro sui pedali, e quindi non lo possiamo inserire nel BiciBus.” – spiega Fantini – “La situazione è peggiorata negli ultimi anni: credo che almeno in parte sia l’effetto delle troppe macchinine elettriche. Molti vanno su quelle e non imparano ad andare in bicicletta”.

Come spiega il sindaco Graziano Delrio, di recente eletto presidente dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani, “la mobilità sostenibile di una città funziona solo se è il frutto di un piano integrato. Si fa per le autostrade, si dovrebbe fare anche per la viabilità leggera. Certo, ci sono i costi: a Reggio, dal 2005 al 2009, per le ciclabili abbiamo investito circa un milione e mezzo di euro all’anno, ma i benefici per i cittadini si misurano nel tempo e ora mantenere un servizio come il BiciBus non ci costa più di 3-4 mila euro all’anno”.

Inoltre, aggiunge l’assessore al traffico Paolo Gandolfi, “anche gli automobilisti più nervosi non osano mai protestare di fronte al passaggio dei bambini in bicicletta. C’è una forma di rispetto e spesso anche di simpatia”.

L’iniziativa, come facilmente intuibile, è apprezzata soprattutto dai bambini, lo dimostra il fatto che molti di quelli che vivono nei pressi delle fermate più vicine alle scuole, chiedano ai genitori di farsi accompagnare al capolinea, per poter fare l’intero percorso.

Che ne pensate mamme, non vi sembra un’iniziativa utile e salutare per i bambini, per fare un po’ di attività fisica divertendosi e rispettando l’ambiente? Vi piacerebbe una cosa simile anche nelle vostre città?

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