“Bambinisenzasbarre”: per i diritti dei figli dei detenuti

“Bambinisenzasbarre”: per i diritti dei figli dei detenuti

Care mamme,

sapete che sono ben 100.000 i bambini che, ogni anno in Italia, vanno a far visita a uno dei genitori in carcere? E che in Europa sono circa 1 milione?

Aspettano pazienti, anche per alcune ore, nelle sale d’attesa per avere un incontro, seppur brevissimo: pensate che fino ai 10 anni d’età sono concesse a questi bimbi solo 6 ore al mese con il genitore, che diventeranno 8 al compimento del decimo compleanno.

Per raccontare questa triste realtà che accomuna così tanti bambini, in occasione della Settimana di Sensibilizzazione Europea che si terrà dal 6 al 12 giugno in quattordici Paesi, l’associazione “Bambinisenzasbarre”, che tutela i diritti dei figli di genitori detenuti, ha presentato una ricerca chiamata “Quando gli innocenti sono puniti: i figli di genitori detenuti. Un gruppo vulnerabile”, svolta in 214 carceri italiani e presentata il 26 maggio a Roma. La ricerca, finanziata dall’Unione Europea, è stata diretta dall’Istituto Danese per i Diritti Umani (Dihr), in collaborazione con Eurochips, l’Università Statale Bicocca di Milano e con il Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria.

Lo scopo dello studio era quello di indagare il rapporto fra i minori, la detenzione dei loro genitori e l’amministrazione penitenziaria, attraverso testimonianze, analisi, statistiche e anche i disegni degli stessi bambini, raffiguranti i genitori detenuti. Purtroppo, i disagi psico-affettivi a cui sono esposti questi minori sono molti, come è molto forte anche il rischio di esclusione sociale, visto che il figlio di un detenuto rischia molto più degli altri bambini di finire a sua volta dietro le sbarre.

L’impegno dell’associazione “Bambinisenzasbarre”, che si occupa dal 1997 della cura delle relazioni familiari durante la detenzione di uno o entrambi i genitori, è proprio quello di offrire la miglior assistenza a questi bambini, per garantire loro un futuro migliore. L’associazione opera in 3 carceri milanesi (San Vittore, Bollate e Opera) ed è costituita da un team di psicologi, pedagogisti, terapeuti, operatori sociali, analisti di diverse formazioni e professionisti della comunicazione. Nelle 3 strutture elencate, gli specialisti sono attivi con il progetto “spazio giallo”, che prevede l’allestimento di stanze-gioco per i bambini in attesa della visita del genitore, uno spazio integrato socioeducativo di accoglienza dei bambini che si preparano al colloquio con il genitore.

Bambinisenzasbarre” fa parte della direzione del network europeo Eurochips, che ha promosso una petizione per aumentare le ore di visita mensili a disposizione dei bambini.

Per avere ulteriori informazioni sull’associazione, consultate il sito www.bambinisenzasbarre.org.

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