L’alimentazione del bambino da uno a tre anni

Terminato il periodo dello svezzamento attorno all’anno di vita, il cibo del bambino sarà sempre più somigliante, per la preparazione e il contenuto, ai piatti consumati dal resto della famiglia. Anche il gusto del bambino si evolve, per cui il piccolo percepisce le differenze di sapori ed esprime delle nette preferenze. La mamma può provare ad offrire le prime portate, suddividendo il pasto del bambino in un primo, un secondo e un contorno.

A tavola con i grandi

Compatibilmente con il rispetto degli orari, è una buona abitudine far mangiare il bambino con il resto della famiglia: il pasto può così diventare un momento di unione e condivisione. Accanto alla pappa, ancora presente come piatto completo, il bambino può iniziare a consumare degli alimenti frullati e dei piccoli bocconi dei cibi consumati dal resto della famiglia, come pasta di dimensione adeguata, riso, pezzetti di carne e pesce, e le verdure, che ormai non bisogna per forza passare. I bocconi, naturalmente, devono essere a misura di bambino e dei suoi dentini: pezzetti piccoli possono essere presi con le dita o con il cucchiaino e masticati da una dentatura non del tutto sviluppata. La mamma e il papà devono fare comunque attenzione, perché è facile in questa fase che al bambino vada di traverso un boccone causando una momentanea difficoltà respiratoria.

Per quanto riguarda le capacità del bambino, a 15 mesi circa di solito tenta di mangiare da solo con il cucchiaino, ma non lo riempie adeguatamente e spesso lo tiene al contrario. Dai 18 ai 24 mesi, invece, può mangiare da solo tenendo correttamente le posate.

Varietà a tavola

L’alimentazione compiuto il primo anno di età può cominciare a variare notevolmente. Oltre a qualche piatto completo simile alla seconda pappa, le mamme possono cucinare veri “primi” e “secondi”. Il primo può essere pasta, riso o minestrina, privilegiando il brodo di verdura. Per quanto riguarda il secondo piatto, le frequenze con cui la mamma può proporre i diversi alimenti sono le seguenti: 3-4 volte alla settimana la carne, 2 volte le uova, 2-3 volte il pesce e 2 volte il formaggio. Gli insaccati andrebbero offerti 1-2 volte alla settimana e limitati al prosciutto crudo e a quello cotto senza polifosfati.

Colazione e merenda

La colazione è già a questa età un pasto importante, che va consumato con calma e nel quale non dovrebbe mancare il latte o un suo valido sostituto, come lo yogurt. La merenda dovrebbe essere leggera, per evitare che il bambino arrivi al pasto senza appetito, come capita soprattutto con quello serale. Frutta, yogurt o alimenti semplici, come pane e marmellata, sono delle merende buone e senza rischi. Le mamme dovrebbero invece limitare il più possibile l’uso di prodotti confezionati tipo snack e dolci, anche se graditi dai bambini. In generale contengono troppi zuccheri o troppo sale, oltre a conservanti, coloranti e aromi. In ogni caso vanno limitati gli spuntini fuori pasto: ad alcuni bambini rischiano di rovinare l’appetito, mentre in altri casi possono favorire l’obesità infantile.

Dopo i tre anni l’alimentazione del bambino comincia a diventare sempre più simile a quella degli adulti. Se volete scoprire una selezione di ricette divertenti per bambini ecco il nostro speciale ricette per bambini.

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